top of page
Ape mellifera su un fiore, simbolo dell'apicoltura e della tutela degli impollinatori

Apicoltura: conoscere, proteggere e allevare le api

Perché allevare le api è importante, quale ruolo ha l’apicoltore e come avvicinarsi all’apicoltura con il supporto dell’Associazione.

L’apicoltura nasce dall’incontro tra l’uomo e una delle organizzazioni biologiche più complesse e affascinanti: la colonia di api. Allevare api significa imparare a conoscere i loro cicli, accompagnarne lo sviluppo durante le stagioni e creare le condizioni perché possano vivere e produrre in equilibrio con l’ambiente.

Oggi l’apicoltura non riguarda soltanto la produzione di miele e degli altri prodotti dell’alveare. È anche presidio del territorio, osservazione dell’ambiente, tutela della biodiversità e mantenimento di una rete di impollinazione fondamentale per molte piante spontanee e coltivate. Per questo l’apicoltore svolge un ruolo che va oltre l’alveare e si inserisce direttamente nel rapporto tra agricoltura, natura e comunità.

Attrezzatura protettiva utilizzata per avvicinarsi all'apicoltura in sicurezza
Ape-che-vola-1_edited.png

Perché l’apicoltura è importante

Cosa possiamo fare per aiutare le api

Le api visitano quotidianamente migliaia di fiori per raccogliere nettare e polline e, durante questa attività, contribuiscono all’impollinazione di moltissime specie vegetali. Un territorio ricco di impollinatori è un territorio capace di sostenere una maggiore biodiversità e, in molti casi, anche una migliore produttività agricola.

L’apicoltura permette inoltre di osservare con grande sensibilità ciò che accade nell’ambiente. Fioriture anticipate o tardive, periodi di siccità, disponibilità di acqua, uso del suolo e presenza di sostanze dannose possono riflettersi rapidamente sull’andamento delle colonie. L’apiario diventa così anche un punto di osservazione del territorio.

Apicoltore durante il controllo di una colonia
Paesaggio e fioriture legati all'attività delle api e dell'apicoltore
Fioriture utili alle api e agli altri impollinatori

Il ruolo dell’apicoltore

Le api visitano quotidianamente migliaia di fiori per raccogliere nettare e polline e, durante questa attività, contribuiscono all’impollinazione di moltissime specie vegetali. Un territorio ricco di impollinatori è un territorio capace di sostenere una maggiore biodiversità e, in molti casi, anche una migliore produttività agricola.

L’apicoltura permette inoltre di osservare con grande sensibilità ciò che accade nell’ambiente. Fioriture anticipate o tardive, periodi di siccità, disponibilità di acqua, uso del suolo e presenza di sostanze dannose possono riflettersi rapidamente sull’andamento delle colonie. L’apiario diventa così anche un punto di osservazione del territorio.

Diventare apicoltore: da dove iniziare

Aiutare le api è possibile: un giardino, un terrazzo, un’azienda agricola o uno spazio pubblico possono offrire risorse preziose. Scegliendo piante con fioriture distribuite durante l’anno, mantenendo siepi e aree spontanee, offrendo acqua in sicurezza e riducendo gli interventi che impoveriscono la biodiversità, si aiuta ancor di più.

È altrettanto importante usare correttamente i prodotti fitosanitari, rispettare le indicazioni previste e prestare particolare attenzione ai periodi di fioritura. Conoscere la differenza tra api, vespe e calabroni e imparare a comportarsi correttamente davanti a uno sciame evita inoltre molti interventi inutili o dannosi.

Formazione pratica di nuovi apicoltori in apiario

L'importanza della formazione

Aiutare le api è possibile: un giardino, un terrazzo, un’azienda agricola o uno spazio pubblico possono offrire risorse preziose. Scegliendo piante con fioriture distribuite durante l’anno, mantenendo siepi e aree spontanee, offrendo acqua in sicurezza e riducendo gli interventi che impoveriscono la biodiversità, si aiuta ancor di più.

È altrettanto importante usare correttamente i prodotti fitosanitari, rispettare le indicazioni previste e prestare particolare attenzione ai periodi di fioritura. Conoscere la differenza tra api, vespe e calabroni e imparare a comportarsi correttamente davanti a uno sciame evita inoltre molti interventi inutili o dannosi.

Invitiamo tutti gli apicoltori a monitorare con particolare attenzione i propri alveari, verificando la presenza di eventuali segnali come:

  • improvvisa riduzione della popolazione;

  • scarsa presenza di api bottinatrici;

  • covata irregolare o ridotta;

  • regina assente o con deposizione insufficiente;

  • api tremolanti, incapaci di volare o con comportamento anomalo;

  • presenza di scorte insufficienti di miele e polline.

Come intervenire

Api vicino all'alveare

Si raccomanda di effettuare un monitoraggio rappresentativo di almeno il 10% degli alveari presenti in ciascun apiario utilizzando il VEC (Varroa Easy Check), al fine di valutare il livello di infestazione da Varroa destructor.

​

Il controllo va eseguito su un campione di circa 300 api adulte, prelevate da favi con covata aperta, prestando la massima attenzione a non raccogliere accidentalmente la regina.

​

Il campione può essere analizzato con il metodo dello zucchero a velo oppure con il lavaggio in alcool. Dopo aver agitato energicamente il contenitore per circa 1 minuto, si procede alla conta degli acari staccati dalle api.

Ape-che-vola-1_edited.png

La percentuale di infestazione si calcola con la seguente formula:

(Numero di varroe ÷ Numero di api campionate) × 100

Api

campionate

300

Varroe

rilevate

15

(15 ÷ 300) x 100 = 5% 

5% è la percentuale di infestazione

Api vicino all'alveare

Come interpretare il risultato nei mesi estivi:

< 1%: infestazione bassa.
1-2%: mantenere alta l'attenzione e ripetere il monitoraggio.
2-3%: livello di attenzione; programmare il trattamento estivo.
> 3%: infestazione elevata; intervenire tempestivamente.
≥ 5%: infestazione molto elevata, con elevato rischio di danni alla colonia e sviluppo di virosi.

Se si riscontrano situazioni di debolezza della colonia, è consigliabile:

  • Verificare attentamente la presenza della regina e lo stato della covata;

  • Controllare il livello di infestazione da varroa e, se necessario, intervenire con i trattamenti previsti;

  • Accertarsi che siano presenti adeguate scorte alimentari e, in caso di necessità, procedere con una nutrizione di soccorso;

  • Restringere il nido delle famiglie più deboli per aiutarle a mantenere la temperatura;

  • Evitare di sottoporre le colonie a ulteriori stress, limitando spostamenti e manipolazioni non indispensabili.

Si consiglia di iniziare quanto prima (e comunque non oltre il mese la terza decade di luglio) con i blocchi di covata attiva con cornice se le famiglie sono ben popolate con covata sana.

Se, invece, si è già in presenza di api con ali deformi, covata non uniforme, larve bianche morte miste a covata opercolata, indice di un’elevata infestazione di Varroa, l’unica soluzione praticabile per salvare le famiglie è la messa a sciame.

Apicoltore che esamina l'alveare

1. Si prelevano e distruggono tutti i favi con covata opercolata

2. Si lascia la regina con 2/4 favi con sole scorte ed eventuali larve non opercolate

3. Il giorno seguente si esegue un trattamento con acido ossalico

4. Eventuali favi nuovi possono essere recuperati passandoli in freezer per 24 ore e poi reintrodotti gradualmente per aiutare la famiglia ad allargarsi.

Apicoltore che maneggia l'alveare
Api sul favo

Scarica le Linee guida dell’istituto zooprofilattico delle Venezie

Ape che vola_edited.png

Come effettuare la messa a sciame:

Per comprendere meglio la diffusione del fenomeno e poter fornire informazioni sempre più precise, chiediamo a tutti i soci di segnalarci eventuali casi di:

  • spopolamento;

  • collasso delle colonie;

  • mortalità anomala;

  • altre situazioni insolite osservate negli alveari.

Costruiamo insieme il futuro dell’apicoltura veneta

Formazione, assistenza tecnica, tutela delle api, rappresentanza e progetti sul territorio: l’Associazione è la rete degli apicoltori del Veneto.

Scopri come diventare socio

Convegno

Scopri le News e i prossimi eventi

1344.jpg
2151441150.jpg

Apicoltore

40252.jpg

Le Tecniche

12288.jpg

Scopri le api

Sciame-d-api.jpg

Sciami d'api

FAQ - Domande frequenti

D

Quanto Costa Iniziare?

Ape che vola_edited.png

Arnia (100-200 euro), sciame o nucleo (50-120 euro), tuta con guanti (50-100 euro), smoker e attrezzi base (50-80 euro). A questi si aggiungono il corso base e il tesseramento annuale. In totale, il primo anno richiede un investimento orientativo di 400-700 euro.

R

D

Devo Registrarmi alla BDN anche se ho Solo un Alveare?

Ape che vola_edited.png

Sì, senza eccezioni. La Banca Dati Nazionale Apistica è obbligatoria per tutti gli apicoltori italiani, inclusi gli hobbisti con un solo alveare, in base al D.Lgs 134/2022. La registrazione è gratuita su www.vetinfo.sanita.it con SPID o CIE. I tecnici del Centro provinciale ti aiutano se incontri difficoltà.

R

D

Come si Diventa Apicoltore in Veneto?

Ape che vola_edited.png

Quattro passi: iscriversi all'Associazione, frequentare un corso base (teorico e pratico), acquistare l'attrezzatura e uno sciame o nucleo di api, registrarsi nella BDN. Il corso si tiene ogni anno in autunno-inverno. Non è richiesta nessuna esperienza precedente: contatta il Centro della tua provincia per le date.

R

bottom of page