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Controllo tecnico di un alveare in apiario

Tecniche di Apicoltura in Veneto

Informazioni, buone pratiche e approfondimenti tecnici per una gestione consapevole e sostenibile degli alveari.

La gestione di un apiario richiede osservazione, programmazione e capacità di adattare gli interventi alla stagione, alla forza delle colonie, alle fioriture e alle condizioni ambientali. Una buona tecnica apistica parte dalla lettura della famiglia e dalla comprensione di ciò che sta accadendo all’interno dell’arnia.

Questa pagina raccoglie principi generali utili agli apicoltori. Per gli aspetti sanitari, farmacologici e normativi è sempre necessario fare riferimento alle disposizioni aggiornate, ai prodotti autorizzati e all’assistenza tecnica qualificata.

Maschera protettiva utilizzata dall'apicoltore
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Visita dell’alveare e gestione della famiglia

Imparare a leggere covata, scorte e popolazione

Una visita efficace deve avere uno scopo preciso e limitare il più possibile il disturbo alla colonia. Durante il controllo si valutano la presenza e la regolarità della covata, le scorte di miele e polline, lo spazio disponibile, la popolazione adulta, l’eventuale presenza di celle reali e tutti i segnali che possono indicare squilibri sanitari o gestionali.

La frequenza delle visite varia con la stagione. In primavera l’espansione è rapida e richiede maggiore attenzione allo spazio e alla tendenza alla sciamatura; durante i raccolti occorre verificare lo sviluppo dei melari; a fine stagione l’obiettivo diventa accompagnare le famiglie verso l’invernamento con popolazioni sane e risorse adeguate.

Telaino osservato durante una visita in apiario
Apicoltore durante la visita di una colonia
Gestione tecnica delle api e dei telaini

Prevenzione della sciamatura e moltiplicazione delle colonie

Una visita efficace deve avere uno scopo preciso e limitare il più possibile il disturbo alla colonia. Durante il controllo si valutano la presenza e la regolarità della covata, le scorte di miele e polline, lo spazio disponibile, la popolazione adulta, l’eventuale presenza di celle reali e tutti i segnali che possono indicare squilibri sanitari o gestionali.

La frequenza delle visite varia con la stagione. In primavera l’espansione è rapida e richiede maggiore attenzione allo spazio e alla tendenza alla sciamatura; durante i raccolti occorre verificare lo sviluppo dei melari; a fine stagione l’obiettivo diventa accompagnare le famiglie verso l’invernamento con popolazioni sane e risorse adeguate.

Sanità dell’alveare e controllo della Varroa

La sanità dell’alveare deve essere affrontata con continuità, non soltanto quando compaiono problemi evidenti. Il monitoraggio della Varroa destructor, l’osservazione della covata e delle api adulte e il confronto tra le famiglie aiutano a individuare per tempo situazioni critiche. La strategia di controllo deve essere programmata nel corso dell’anno e coordinata con i periodi di presenza o assenza di covata e con i raccolti.

Trattamenti e medicinali veterinari devono essere utilizzati esclusivamente secondo le autorizzazioni e le indicazioni vigenti. Tecniche biomeccaniche come la gestione della covata possono essere integrate nelle strategie aziendali quando appropriate, ma richiedono conoscenza dei tempi biologici della colonia e corretta esecuzione.

Attività pratica di apicoltura in apiario

Formazione, registrazioni e assistenza tecnica

La sanità dell’alveare deve essere affrontata con continuità, non soltanto quando compaiono problemi evidenti. Il monitoraggio della Varroa destructor, l’osservazione della covata e delle api adulte e il confronto tra le famiglie aiutano a individuare per tempo situazioni critiche. La strategia di controllo deve essere programmata nel corso dell’anno e coordinata con i periodi di presenza o assenza di covata e con i raccolti.

Trattamenti e medicinali veterinari devono essere utilizzati esclusivamente secondo le autorizzazioni e le indicazioni vigenti. Tecniche biomeccaniche come la gestione della covata possono essere integrate nelle strategie aziendali quando appropriate, ma richiedono conoscenza dei tempi biologici della colonia e corretta esecuzione.

Invitiamo tutti gli apicoltori a monitorare con particolare attenzione i propri alveari, verificando la presenza di eventuali segnali come:

  • improvvisa riduzione della popolazione;

  • scarsa presenza di api bottinatrici;

  • covata irregolare o ridotta;

  • regina assente o con deposizione insufficiente;

  • api tremolanti, incapaci di volare o con comportamento anomalo;

  • presenza di scorte insufficienti di miele e polline.

Come intervenire

Api vicino all'alveare

Si raccomanda di effettuare un monitoraggio rappresentativo di almeno il 10% degli alveari presenti in ciascun apiario utilizzando il VEC (Varroa Easy Check), al fine di valutare il livello di infestazione da Varroa destructor.

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Il controllo va eseguito su un campione di circa 300 api adulte, prelevate da favi con covata aperta, prestando la massima attenzione a non raccogliere accidentalmente la regina.

​

Il campione può essere analizzato con il metodo dello zucchero a velo oppure con il lavaggio in alcool. Dopo aver agitato energicamente il contenitore per circa 1 minuto, si procede alla conta degli acari staccati dalle api.

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La percentuale di infestazione si calcola con la seguente formula:

(Numero di varroe ÷ Numero di api campionate) × 100

Api

campionate

300

Varroe

rilevate

15

(15 ÷ 300) x 100 = 5% 

5% è la percentuale di infestazione

Api vicino all'alveare

Come interpretare il risultato nei mesi estivi:

< 1%: infestazione bassa.
1-2%: mantenere alta l'attenzione e ripetere il monitoraggio.
2-3%: livello di attenzione; programmare il trattamento estivo.
> 3%: infestazione elevata; intervenire tempestivamente.
≥ 5%: infestazione molto elevata, con elevato rischio di danni alla colonia e sviluppo di virosi.

Se si riscontrano situazioni di debolezza della colonia, è consigliabile:

  • Verificare attentamente la presenza della regina e lo stato della covata;

  • Controllare il livello di infestazione da varroa e, se necessario, intervenire con i trattamenti previsti;

  • Accertarsi che siano presenti adeguate scorte alimentari e, in caso di necessità, procedere con una nutrizione di soccorso;

  • Restringere il nido delle famiglie più deboli per aiutarle a mantenere la temperatura;

  • Evitare di sottoporre le colonie a ulteriori stress, limitando spostamenti e manipolazioni non indispensabili.

Si consiglia di iniziare quanto prima (e comunque non oltre il mese la terza decade di luglio) con i blocchi di covata attiva con cornice se le famiglie sono ben popolate con covata sana.

Se, invece, si è già in presenza di api con ali deformi, covata non uniforme, larve bianche morte miste a covata opercolata, indice di un’elevata infestazione di Varroa, l’unica soluzione praticabile per salvare le famiglie è la messa a sciame.

Apicoltore che esamina l'alveare

1. Si prelevano e distruggono tutti i favi con covata opercolata

2. Si lascia la regina con 2/4 favi con sole scorte ed eventuali larve non opercolate

3. Il giorno seguente si esegue un trattamento con acido ossalico

4. Eventuali favi nuovi possono essere recuperati passandoli in freezer per 24 ore e poi reintrodotti gradualmente per aiutare la famiglia ad allargarsi.

Apicoltore che maneggia l'alveare
Api sul favo

Scarica le Linee guida dell’istituto zooprofilattico delle Venezie

Ape che vola_edited.png

Come effettuare la messa a sciame:

Per comprendere meglio la diffusione del fenomeno e poter fornire informazioni sempre più precise, chiediamo a tutti i soci di segnalarci eventuali casi di:

  • spopolamento;

  • collasso delle colonie;

  • mortalità anomala;

  • altre situazioni insolite osservate negli alveari.

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Formazione, assistenza tecnica, tutela delle api, rappresentanza e progetti sul territorio: l’Associazione è la rete degli apicoltori del Veneto.

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FAQ - Domande frequenti

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Il Miele Scade?

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Tecnicamente no. Il miele è uno degli alimenti più stabili che esistano: reperti archeologici egizi mostrano miele ancora commestibile dopo 3.000 anni. Per legge deve riportare un termine minimo di conservazione fissato convenzionalmente a 2-3 anni dalla produzione, ma oltre quella data cambia solo colore o aroma, non diventa pericoloso. Unica controindicazione: non somministrarlo a bambini al di sotto di un anno di età, per il rischio di botulismo infantile.

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