
Scopriamo le Api che vivono in Veneto
Conosci le api, il loro ruolo nell’ecosistema e le azioni concrete che possiamo fare per proteggerle.
Le api sono tra gli impollinatori più importanti dei nostri ecosistemi. Visitando i fiori per raccogliere nettare e polline favoriscono la riproduzione di moltissime piante spontanee e coltivate e contribuiscono alla biodiversità del territorio. In Veneto incontrano ambienti molto diversi: pianure agricole, colline, aree umide, boschi, zone pedemontane e ambienti alpini. Questa varietà di paesaggi permette alle colonie di seguire fioriture differenti nel corso dell’anno e dà origine anche alla grande diversità dei mieli regionali.
Conoscere le api significa comprenderne il comportamento, il ruolo ambientale e le esigenze. È il primo passo per convivere con loro e proteggerle in modo consapevole.


Come vive una colonia di api
Dalla bottinatura al miele: il lavoro delle api
Una colonia di Apis mellifera funziona come un organismo complesso. La regina è la femmina fertile e garantisce la continuità della famiglia attraverso la deposizione delle uova. Le operaie, che costituiscono la grande maggioranza della colonia, svolgono compiti diversi con il passare dell’età: puliscono le celle, nutrono le larve, producono cera, custodiscono l’ingresso e infine raccolgono nettare, polline, acqua e propoli. I fuchi sono i maschi e hanno principalmente una funzione riproduttiva.
La colonia cambia dimensione e attività durante l’anno: cresce rapidamente in primavera, raggiunge la massima forza nel periodo delle principali fioriture e si prepara poi alla stagione fredda riducendo progressivamente l’attività.



Api, fiori e biodiversità
Una colonia di Apis mellifera funziona come un organismo complesso. La regina è la femmina fertile e garantisce la continuità della famiglia attraverso la deposizione delle uova. Le operaie, che costituiscono la grande maggioranza della colonia, svolgono compiti diversi con il passare dell’età: puliscono le celle, nutrono le larve, producono cera, custodiscono l’ingresso e infine raccolgono nettare, polline, acqua e propoli. I fuchi sono i maschi e hanno principalmente una funzione riproduttiva.
La colonia cambia dimensione e attività durante l’anno: cresce rapidamente in primavera, raggiunge la massima forza nel periodo delle principali fioriture e si prepara poi alla stagione fredda riducendo progressivamente l’attività.
Cosa possiamo fare per aiutare le api
Anche piccoli interventi possono rendere un giardino, un terrazzo o uno spazio agricolo più favorevole agli impollinatori. È utile scegliere piante mellifere con fioriture scalari, lasciare quando possibile porzioni di prato fiorito, mantenere siepi e vegetazione spontanea e offrire acqua in recipienti poco profondi con punti di appoggio che evitino l’annegamento degli insetti.
Quando si utilizzano prodotti fitosanitari o altri trattamenti sulle piante è fondamentale rispettare rigorosamente etichette, norme e indicazioni tecniche, evitando applicazioni improprie durante le fioriture e situazioni che possano esporre gli impollinatori.

Osservare le api senza disturbarle
Anche piccoli interventi possono rendere un giardino, un terrazzo o uno spazio agricolo più favorevole agli impollinatori. È utile scegliere piante mellifere con fioriture scalari, lasciare quando possibile porzioni di prato fiorito, mantenere siepi e vegetazione spontanea e offrire acqua in recipienti poco profondi con punti di appoggio che evitino l’annegamento degli insetti.
Quando si utilizzano prodotti fitosanitari o altri trattamenti sulle piante è fondamentale rispettare rigorosamente etichette, norme e indicazioni tecniche, evitando applicazioni improprie durante le fioriture e situazioni che possano esporre gli impollinatori.
Invitiamo tutti gli apicoltori a monitorare con particolare attenzione i propri alveari, verificando la presenza di eventuali segnali come:
-
improvvisa riduzione della popolazione;
-
scarsa presenza di api bottinatrici;
-
covata irregolare o ridotta;
-
regina assente o con deposizione insufficiente;
-
api tremolanti, incapaci di volare o con comportamento anomalo;
-
presenza di scorte insufficienti di miele e polline.
Come intervenire

Si raccomanda di effettuare un monitoraggio rappresentativo di almeno il 10% degli alveari presenti in ciascun apiario utilizzando il VEC (Varroa Easy Check), al fine di valutare il livello di infestazione da Varroa destructor.
Il controllo va eseguito su un campione di circa 300 api adulte, prelevate da favi con covata aperta, prestando la massima attenzione a non raccogliere accidentalmente la regina.
Il campione può essere analizzato con il metodo dello zucchero a velo oppure con il lavaggio in alcool. Dopo aver agitato energicamente il contenitore per circa 1 minuto, si procede alla conta degli acari staccati dalle api.

La percentuale di infestazione si calcola con la seguente formula:
(Numero di varroe ÷ Numero di api campionate) × 100
Api
campionate
300
Varroe
rilevate
15
(15 ÷ 300) x 100 = 5%
5% è la percentuale di infestazione

Come interpretare il risultato nei mesi estivi:
< 1%: infestazione bassa.
1-2%: mantenere alta l'attenzione e ripetere il monitoraggio.
2-3%: livello di attenzione; programmare il trattamento estivo.
> 3%: infestazione elevata; intervenire tempestivamente.
≥ 5%: infestazione molto elevata, con elevato rischio di danni alla colonia e sviluppo di virosi.
Se si riscontrano situazioni di debolezza della colonia, è consigliabile:
-
Verificare attentamente la presenza della regina e lo stato della covata;
-
Controllare il livello di infestazione da varroa e, se necessario, intervenire con i trattamenti previsti;
-
Accertarsi che siano presenti adeguate scorte alimentari e, in caso di necessità, procedere con una nutrizione di soccorso;
-
Restringere il nido delle famiglie più deboli per aiutarle a mantenere la temperatura;
-
Evitare di sottoporre le colonie a ulteriori stress, limitando spostamenti e manipolazioni non indispensabili.
Si consiglia di iniziare quanto prima (e comunque non oltre il mese la terza decade di luglio) con i blocchi di covata attiva con cornice se le famiglie sono ben popolate con covata sana.
Se, invece, si è già in presenza di api con ali deformi, covata non uniforme, larve bianche morte miste a covata opercolata, indice di un’elevata infestazione di Varroa, l’unica soluzione praticabile per salvare le famiglie è la messa a sciame.

1. Si prelevano e distruggono tutti i favi con covata opercolata
2. Si lascia la regina con 2/4 favi con sole scorte ed eventuali larve non opercolate
3. Il giorno seguente si esegue un trattamento con acido ossalico
4. Eventuali favi nuovi possono essere recuperati passandoli in freezer per 24 ore e poi reintrodotti gradualmente per aiutare la famiglia ad allargarsi.


Scarica le Linee guida dell’istituto zooprofilattico delle Venezie

Come effettuare la messa a sciame:
Per comprendere meglio la diffusione del fenomeno e poter fornire informazioni sempre più precise, chiediamo a tutti i soci di segnalarci eventuali casi di:
-
spopolamento;
-
collasso delle colonie;
-
mortalità anomala;
-
altre situazioni insolite osservate negli alveari.
FAQ - Domande frequenti
D
Come Distinguere Api, Vespe e Calabroni

L'ape mellifera è pelosa, color dorato-marrone, lunga 12-15 mm, produce miele. La vespa comune è glabra, con strisce gialle e nere nette, costruisce nidi di carta grigia. Il calabrone europeo è grande (25-30 mm), marrone e giallo, aggressivo se disturbato. La vespa velutina ha torace nero e base dell'addome arancio: se la vedi, segnalala subito al Centro Apistico provinciale.
R
D
Le Api Hanno Fatto un Nido in Casa

Se le api si sono già insediate in una cavità dell'abitazione e hanno costruito favi visibili, non si tratta più di uno sciame ma di una colonia insediata. L'intervento è più complesso. Contatta al più presto il Centro Apistico provinciale, che valuterà la situazione e organizzerà il recupero nel modo meno invasivo possibile.
R
D
Cos'è la Vespa Velutina?

Il calabrone asiatico, specie invasiva originaria della Cina presente in Europa dal 2004, si specializza nella predazione delle api: staziona davanti all'arnia e cattura le bottinatrici in volo, decimando la forza lavoro della colonia. In Veneto è presente in alcune zone del Trevigiano ed è in espansione. Se avvisti un nido o un individuo sospetto, fotografalo e segnalalo al Centro Apistico della tua provincia.
R
D
Le Api sono Pericolose?

Le api mellifere pungono solo per difendere l'alveare o se schiacciate. Una singola puntura è dolorosa ma non pericolosa per la maggioranza delle persone. Il pericolo reale esiste solo per chi è allergico all'apitossina: in questi casi portare sempre con sé un kit di emergenza con adrenalina e informare il proprio medico.
R
D
Cos'è la Varroa e Come si Tratta?

La Varroa destructor è un acaro parassita originario dell'Asia, arrivato in Europa negli anni Ottanta. Senza trattamenti, una colonia muore in 3-4 anni. Si combatte con principi attivi autorizzati: acido ossalico (il più usato), acido formico e timolo. I trattamenti vanno eseguiti seguendo le linee guida aggiornate disponibili nella sezione Soci e registrati nel registro farmaci, obbligatorio per legge.
R





